Quieta donna dai lunghi capelli Adagi sul grembo un grazioso pargolo. Tra le risorgive delle campagne Cogli la materia nata Da un ormai affranto terreno, Duro quanto il cuore che troverai al rientro. Le lacrime che cadono inesorabili dalla tua fronte, Appagano la sete del tuo frutto Sulle quali si posano. Il fango che si genera sui tuoi seni, Nutre la tua creatura. La fatica ti si mostra impetuosa. Il sole che è stato cocente, Ora si fa mite. Ti cingi i fianchi e, Fai ritorno verso quell’ardua dimora che Sprezza il tuo estenuante sacrificio.
